Allestimenti e arredamenti per veicoli commerciali.

mercoledì 17 dicembre 2014

Chiusura d'anno in positivo per il mercato dei veicoli commerciali. A novembre 2014 si registra una crescita dell'8,3 per cento

Si profila una positiva chiusura d'anno per il mercato dei veicoli commerciali, che anche per il mese di novembre si conferma in crescita. L'Unrae, nel suo ultimo rapporto sulle vendite di furgoni e mezzi da lavoro, indica infatti quello appena trascorso come il dodicesimo mese positivo sul fronte delle immatricolazioni di autocarri con peso totale a terra sino a 3,5 tonnellate. Gli ultimi dati parlano di una crescita del 8,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013. Nel penultimo mese del 2013 sono infatti stati messi su strada 10.173 van contro i 9394 dello stesso mese dello scorso anno e, complessivamente, a partire dal mese di gennaio e sino al 30/11/2014 sono stati registrati 107.726 nuovi furgoncini, ossia il 19 per cento in più rispetto ai 90.942 dei primi undici mesi del 2013. Il presidente dell'Associazione nazionale dei rappresentanti delle case automobilistiche estere Massimo Nordio osserva con sollievo il trend del mercato e prevede una fine d'anno positiva, con un totale di vendite assestato intorno alle 120.000 immatricolazioni e un recupero sul 2013 pari al 17 per cento. «La crescita - ha spiegato il numero uno dell'Unrae - è riconducibile da un lato all’effetto ribalzo di un mercato che negli ultimi anni è sceso a livelli minimi e dall’altro all’impulso delle vendite a noleggio». Il presidente si dice moderatamente ottimista per il 2015 anche se, a quanto ha lasciato intendere, la domanda di nuovi veicoli resta ancora piuttosto bassa se vista in rapporto alla portata del parco van circolante. Basti pensare che in Italia si muovono ancora ben 1.412.000 veicoli ante Euro III, ossia il 40 per cento del totale dei mezzi registrati. Per incentivare un rinnovo del parco circolante Nordio auspica che nella prossima legge di stabilità vengano quindi inseriti anche interventi a favore degli investimenti, in modo da aiutare le piccole e medie imprese, che ancora versano in uno stato di profonda sofferenza.

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